CAMBIAMENTO E CRESCITA PERSONALE

da | Ott 21, 2023 | Benessere e Salute

Recentemente, mi è capitato di guardarmi indietro e di notare la strada che ha preso la mia vita. Mi sono resa conto che poco alla volta si è verificato un processo di cambiamento e crescita personale, a partire dal mio lavoro.

Fino all’anno scorso, oltre a fare la psicologa, lavoravo nelle scuole, con i bambini e i ragazzi disabili. Era un lavoro che mi piaceva molto perché mi permetteva di accompagnare gli alunni in un percorso di crescita ed era bello poter assistere alla loro evoluzione, giorno dopo giorno. Arrivare alla fine dell’anno scolastico e vedere quanto loro avessero imparato, mi dava grandi soddisfazioni.

Eppure, sentivo che c’era qualcosa che non andava, mi sentivo stretta e percepivo una morsa al petto che mi stringeva. Il mio desiderio, fin da quando ho iniziato l’università, era quello di voler dedicare tutto il mio tempo all’essere psicologa!  Sapevo che l’unica soluzione per andare incontro ai miei desideri era quella di lasciare il lavoro a scuola. Ma questo cambiamento mi spaventava molto, perché non sapevo se sarei riuscita a realizzarmi, se ce l’avrei fatta, non sapevo che cosa mi avrebbe aspettato.

Insomma, era un salto nel buio. Ma alla fine sono riuscita a saltare.

Ho deciso di raccontarti questo pezzetto della mia vita perché per me è stato un punto di svolta significativo, seppur molto spaventoso, e di cui non mi pento minimamente!

Il cambiamento

Il cambiamento è un processo che riguarda tutti gli esseri umani e a cui non possiamo sottrarci. Prima o poi, nella vita di ciascuno di noi, ci saranno dei momenti di cambiamento, che siamo costretti a subire per causa di fattori esterni oppure che scegliamo attivamente di apportare nelle nostre vite.

Cambiare significa “lasciare il vecchio e accogliere il nuovo”, dove questo si traduce con “lasciare ciò che conosciamo e ci dà sicurezza per accogliere l’ignoto”. In teoria è un concetto molto semplice, ma nella pratica non lo è altrettanto!

Cambiamento e crescita personale: Il modello TransTeorico di Prochaska e Di Clemente

Abbiamo detto che il cambiamento è un processo ovvero è una successione di “fatti”. Meglio ancora, il cambiamento è una successione di passi che dobbiamo compiere prima di arrivare a prendere una decisione, che ci condurrà nella direzione che vogliamo dare alla nostra vita. Prima di arrivare a questo punto, bisogna passare una serie di step necessari, che ci permetteranno di ottenere una maturazione, tale da poter intraprendere il percorso di cambiamento e crescita personale.

Esploriamo insieme quali sono questi step da percorrere, secondo la teoria di riferimento realizzata da James Prochaska e Carlo Di Clemente, nel 1982.

Le 5 fasi del cambiamento

I due studiosi hanno individuato ben 5 fasi necessarie per il cambiamento, che vediamo qui di seguito con degli esempi:

  1. Fase pre-contemplativa: la persona è inconsapevole del problema o non ha interesse a cambiare il suo comportamento (es. Marta passa le sue giornate lavorando alla scrivania e senza svolgere alcuna attività fisica).
  2. Fase contemplativa: la persona prende consapevolezza del problema e pensa alla possibilità di cambiare il suo comportamento. Tuttavia, non si assume ancora l’impegno e non svolge nessuna azione precisa. Questa è la fase dell’ambivalenza perché la persona valuta i vantaggi e gli svantaggi di continuare a usare il comportamento attuale o di adottarne uno nuovo (es. Marta inizia a pensare che continuare la sua vita sedentaria è meno faticoso ma che si sente appesantita fisicamente. Invece se decidesse di iscriversi in palestra, dovrebbe ritagliarsi del tempo ma si sentirebbe più in forma).
  3. Fase di preparazione o determinazione: la persona ha intenzione di modificare il suo comportamento e pianifica il cambiamento (es. Marta si informa nelle varie palestre, sui corsi, sui costi, sugli orari e pensa a quali giorni potrebbe dedicare all’attività fisica).
  4. Fase dell’azione: la persona cambia il comportamento (es. Marta si iscrive in palestra).
  5. Fase del mantenimento: la persona consolida il suo comportamento e lo mantiene nel corso del tempo (es. Marta continua per tutto l’anno ad andare regolarmente in palestra).

In questa fase, ci possono essere due scenari. Se la persona mantiene il comportamento adattivo, c’è l’uscita definitiva dal processo in quanto la persona ha raggiunto il suo obiettivo.

Se invece, il cambiamento non viene mantenuto, il comportamento viene momentaneamente interrotto e si ha una ricaduta. Ciò comporta la ripartenza da uno dei punti precedenti ma bisogna tenere in considerazione che non è come ripartire completamente da capo perché è un percorso a spirale. Infatti, la ricaduta è una sorta di riapprendimento in cui l’errore è un comportamento di passaggio per arrivare ad apprendere il nuovo comportamento prestabilito.

Modello TransTeorico di Prochanska e Di Clemente, 1982

Negli esempi, ti ho riportato il caso di Marta, che è riuscita ad iscriversi in palestra. Tuttavia questo modello teorico può essere applicato a qualsiasi tipo di comportamento, dall’intraprendere un percorso psicoterapeutico a smettere di fumare le sigarette.

Adesso prova a pensare a un cambiamento importante che è avvenuto nella tua vita e prova a ripercorrere i vari momenti, cercando di associarli a ciascuna di queste fasi.

Perché è difficile cambiare?

Ebbene, fino a qui sembra tutto chiaro e facile, ma poi nella realtà riscontriamo che non è proprio così e che spesso è difficile mettere in atto un cambiamento, anche se sappiamo dove vogliamo arrivare.

Quindi, la domanda sorge spontanea: perché è così difficile cambiare?

La verità è che cambiare fa paura e per cambiare ci vuole coraggio!

Avere coraggio non vuol dire non avere paura ma vuol dire agire nonostante la paura.

La mente primitiva

Bisogna ricordarci che tutto ciò è molto protettivo, infatti la nostra mente primitiva ci mette in allerta di fronte a tutto ciò che può essere fonte di pericolo. Essa usa infatti svariati meccanismi di difesa come la procrastinazione, la dipendenza e l’autosabotaggio. Lo scopo della nostra mente è quello di garantire la nostra sopravvivenza, quindi più ci avviciniamo al momento del “salto nel buio”, più aumentano le azioni di boicottaggio. Tutto questo perché il nostro cervello è programmato per preoccuparsi del nostro comfort presente piuttosto che per la nostra felicità futura. Ecco perché è così difficile “buttarsi”!

La zona di comfort

Quando ci troviamo di fronte a un cambiamento, è necessario andare oltre la zona di comfort. La zona di comfort è il posto in cui ti senti al sicuro, hai tutto sotto controllo e stai bene.

Uscire dalla zona di comfort significa quindi abbandonare ogni tipo di sicurezza e protezione, per andare incontro a una serie di sfide, tentativi, errori e fallimenti.

Infatti, una volta uscito dalla zona di comfort incontriamo la zona dalla paura. E’ la zona in cui abbiamo paura di essere giudicati, crediamo di non essere abbastanza meritevoli agli occhi degli altri e risentiamo della mancanza di autostima.

Subito dopo troviamo la zona di apprendimento dove ci aspettano nuove sfide e nuovi problemi che non abbiamo mai affrontato prima. Lo scopo è trovare e provare nuove strategie per poterli fronteggiare.

Tutto questo porta alla zona di crescita che è lo spazio tanto ambito in cui potrai realizzarti come persona, raggiungere i tuoi obiettivi, avverare i tuoi sogni e aspirazioni e trovare le risposte che stavi cercando.

Crescita personale

In questo lungo e faticoso processo di cambiamento e crescita personale, ricordati che qualsiasi cosa accada, sarà sempre un successo, anche se fallirai! Infatti, uscire dalla zona di comfort ti aiuta a conoscere meglio te stesso e ad acquisire un bagaglio di esperienze che potrai riutilizzare nel futuro. Quando finalmente sarai riuscito a raggiungere il tuo obiettivo, ti renderai ancora più consapevole di avercela fatta, nonostante la paura iniziale.

Sperimentare questo tipo di successo permette di aumentare

  • Il senso di autoefficacia
  • La fiducia nelle nostre capacità
  • La nostra sensazione di empowerment, intesa come “acquisizione della consapevolezza di sé e del controllo delle proprie scelte, decisioni e azioni”.

L’obiettivo non è eliminare la paura ma viaggiare nella direzione dei tuoi valori, nonostante la paura.

Tutto questo permette di essere la “versione migliore di sé stessi”. Ciò non vuol dire che non siamo abbastanza o che dobbiamo migliorare. Infatti, lo scopo non è quello di raggiungere la perfezione ma quello di esplorare sé stessi e sfruttare al meglio il nostro potenziale e le nostre risorse, pur continuando ad essere autentici e in linea con i nostri valori.

Conclusioni sul processo di cambiamento e crescita personale

Concludo questo articolo con una citazione che mi ha colpita e che dovremmo tenere a mente un po’ più spesso:

“La vita è troppo corta per essere passata a rimpiangere tutto ciò che non si è avuto il coraggio di provare” (cit Marie-Claude Bussières-Tremblay)

Se anche tu stai attraversando un periodo di cambiamento e crescita personale, scrivimi, raccontandomi la tua esperienza! In quale fase del modello del cambiamento ti trovi? Quali sono le tue maggiori paure? Che cosa hai fatto per affrontarle?

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